Una parola per volta

Gli autori sono spesso stressati. C’è l’ansia della pubblicazione, ci sono le delusioni che pesano sulle spalle, la mancanza di confronto, le attese infinite.
Quel che tendiamo a dimenticare, con il tempo, è il motivo per cui abbiamo iniziato a scrivere.
Ed è l’unica cosa che rimane. L’unica che conta.
Quella non può togliercela nessuno, comunque vada, qualsiasi cosa accada.

In questi giorni sto aspettando risposte. Non so se saranno positive o negative, ma nel frattempo… scrivo. Perché al di là dei guadagni, degli editori e dei giudizi, è quel che mi piace fare.
Il resto arriverà, ma senza stress, senza terrore. Una parola per volta. Come piace a me.

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