Se non credi in te stesso, chi ci crederà?

Se non credi in te stesso, chi ci crederà?

Ricordate questa pubblicità? Girava spesso quando ero ragazzina, e mi è rimasta in mente. Del resto, è vero: se non siamo i primi a credere in noi stessi, come possiamo aspettarci che lo facciano gli altri?

Vale anche per il mondo della scrittura. Ogni giorno ricevo mail di presentazione da parte degli aspiranti autori, piene di insicurezza e timore. Scrivono: non sono uno scrittore vero, ma… Oppure: so che il mio manoscritto fa schifo, però…

Chiariamolo subito: io non sono un editore e non è con me che serve far bella figura, eppure sarebbe carino abituarsi a presentazioni professionali, consapevoli e concrete. Se siete convinti che la vostra storia faccia schifo, magari è meglio non inviarla a nessuno; se credete di non valere niente, come potete sperare che qualcuno investa su di voi?

Presentarsi a un editore o a un agente letterario premettendo che non siete bravi, che il vostro lavoro vale zero o che gli state chiedendo di dare un’occhiata ma sapete già che gli farete schifo vuol dire mettersi i bastoni tra le ruote da soli. Perché dovreste?

Certo, è bene non incensarsi e rimanere umili. L’umiltà, però, non coincide con l’autocommiserazione. Chi riceve il manoscritto e deve valutarlo non è interessato a seguire i vostri sbalzi d’umore, ma vorrebbe soltanto che parlaste, con chiarezza e onestà, di quel che avete scritto. Senza minacce di suicidio in caso di rifiuto, o interi paragrafi in cui giurate che i soldi non vi interessano. Quando vi proponete a un imprenditore che lavora in editoria, vi state proponendo per lavorare insieme; andreste mai a un colloquio per dire che siete degli imbecilli, che tanto non guadagnerete mai e che possono dare un’occhiata al curriculum, se proprio ci tengono, ma sapete già che non vi prenderanno? Ecco.

Quindi, se volete fare gli scrittori, per prima cosa imparate a conoscere i vostri pregi, insieme alle debolezze, e a presentarli al meglio. Se non ne possedete, forse è il caso di fermarsi per svilupparne qualcuno, o di lavorare con un professionista freelance che possa aiutarvi a scoprirli. Perché ne avete, ne avete. Dovete solo guardare meglio. 

 

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