Post Single Page

Bisogna accontentarsi

Sara

In Esperienze Posted

Da quando mi sono trasferita a Milano, vivo in un monolocale. Non ho una scrivania, perché non c’è spazio, ma lavoro con un portatile usando l’unico tavolo della casa. Il condominio è molto rumoroso: al mattino c’è sempre qualcuno che usa il trapano, nel pomeriggio ci sono due misteriosi cantanti di opera lirica che si esibiscono, e un sacco di bambini piangono per tutto il giorno. Ci sono cani, c’è la signora anziana che abita accanto e che riesco a sentire attraverso il muro. Fa un po’ freddo, d’inverno: gli infissi sarebbero da rifare, le finestre non si chiudono bene. La connessione va e viene, e il mio portatile è abbastanza lento.

A volte mi è capitato di sentirmi domandare: ma come, non usi un Mac? Come mai non compri una Reflex, per fare i video? Perché non hai uno sfondo più suggestivo, magari con la libreria e delle lucine carine, come ogni youtuber che si rispetti? E perché non ti trucchi da vera make up artist, o non vai dal parrucchiere prima di girare? E la tua postazione di lavoro dev’essere ordinata, perfetta e carina, perché ti aiuta a gestire il lavoro con serenità! E la sedia, perché non è ergonomica? E hai pensato alla tua alimentazione?

Diciamo che non hanno tutti i torti; di certo, un ambiente delizioso aiuta a lavorare con più serenità. Non dubito che se fossi miliardaria, se possedessi gli ultimi ritrovati della tecnologia in ogni campo e se vivessi in centro a Londra nella mia villa di quattro piani immersa nel verde sarei più contenta. Ho però notato che spesso i freelance tendono a dare per scontato che, iniziando questo tipo di lavoro, si parta con un consistente appoggio dalla famiglia o da fondi vari. Io possiedo poco, al momento, ma vi assicuro che ogni piccola cosa è frutto di una conquista. E ne sono fiera.

Il monolocale è piccolo e non offre sfondi romantici, però è un tetto sulla testa. Il tavolo varrà due euro, ma permette di appoggiarsi. La sedia è scomoda, ma lavorare sul pavimento sarebbe difficile. Insomma, in questo momento della mia vita sono in grado di accontentarmi, perché so quanto vale ogni singolo oggetto che ho. Forse un giorno sarò come tutti i freelance milanesi, dotati di immancabile tecnologia Apple, abbonamento all’open space per lavorare facendo networking e con occhiali Prada, ma adesso è così ed è qualcosa che mi sono guadagnata. Pezzo per pezzo, compresa la libreria Ikea che ho incastrato in un angolo perché non sapevo dove tenere i libri.

Si parte così, e man mano si costruisce intorno. Questo, in effetti, vale anche per la scrittura: molti autori mi confidano i loro problemi nel trovare tempo per produrre, perché hanno un lavoro, una famiglia, una casa da mandare avanti. Ci si chiede: ma come dovrei fare a scrivere, se la sera mi si chiudono gli occhi e non riesco a concentrarmi perché mio figlio, nella culla, sta strillando? Be’, vi capisco. Anche io scrivo di sera, dopo il lavoro, nel piccolo angolo, al mio piccolo tavolo, nella mia piccola casa.

Le grandi imprese devono essere costruite; con pazienza e impegno, un passo alla volta. E quando sarà il nostro turno di gioire delle conquiste fatte, ve lo prometto, ve la godrete di più rispetto a chi ha ricevuto il quarto Mac in regalo da papà.