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La mia storia

Sara

In Esperienze, Lavoro editoriale Posted

Alla classica domanda “cosa vuoi fare da grande?” ho sempre dato risposte strane. Per un po’ sono rimasta convinta che avrei fatto la benzinaia; non perché prevedessi gli effetti della crisi su chi ha studiato discipline umanistiche, ma perché adoravo l’odore della benzina. Semplice, no? I bambini funzionano così: se mi piace, da grande voglio fare qualcosa che lo riguardi. Non hanno tutti i torti.

Poi è arrivato il periodo del mio futuro da investigatrice. In effetti sognavo di entrare nella CIA, convinta che anche in Italia ne esistesse una filiale. La passione per le indagini veniva da diverse fonti: la visione del film Harriet, la spia, i tanti Topolino letti, e anche X files, perché volevo diventare un clone di Gillian Anderson. Be’, non è andata proprio così, ma pazienza.

Già più cresciuta, ho iniziato a rispondere che avrei fatto la scrittrice o la psicologa. Questi due obiettivi mi sono rimasti addosso durante l’adolescenza, e devo ammettere che in fondo non sono mai cambiati. Certo, se allora qualcuno mi avesse detto “lavorerai da freelance” avrei risposto “eh?”, ma oggi posso dire di aver realizzato il mio sogno: scrivo e sto pian piano raggiungendo buoni risultati con la mia penna, e nel frattempo… non faccio proprio la psicologa, ma siamo lì. Diciamo che potrei definirmi una “psicologa delle storie”. Non è ancora meglio?

Come si arriva a lavorare con le storie degli altri? Io sono partita dal beta-reading, quindi dalla passione per la lettura e per i manoscritti inediti. Quando avevo quindici anni iniziai a scrivere fanfiction, cioè storie ispirate da altre storie (videogame, film, libri), e a condividerle online; prima su un sito mio, perché non esistevano ancora piattaforme dedicate, e poi usando EFP. Così facendo ho iniziato a esercitarmi e a ricevere commenti sulla mia scrittura, e di rimando anche a commentare quella altrui. Tutto è partito da lì.

Crescendo ho abbandonato le fanfiction e, com’è normale che sia, ho iniziato a produrre una serie di manoscritti scadenti. Nel frattempo gli anni sono passati e ho concluso gli studi; poco prima di trasferirmi a Milano, in cerca di un lavoro qualsiasi (perché in effetti a quel punto avevo rinunciato a trovare qualcosa di davvero bello), un mio romanzo è stato pubblicato da un piccolo editore digitale. Si tratta di un’esperienza che, pur non avendomi cambiato la vita in termini di guadagno economico, l’ha cambiata per tutto il resto. Ho iniziato a farmi delle domande, ho ripreso l’attività di beta-reading e mi sono appassionata di editoria, in generale.

Ormai a Milano, tra un colloquio e l’altro, continuavo a leggere inediti. Li restituivo spesso in pochi giorni, pieni di commenti e consigli. Questo lavoro veniva apprezzato un sacco dagli autori, che grazie al passaparola diventavano sempre più numerosi. Un giorno, uno di loro mi disse: sei brava, ti pago. E qui, la svolta: ma allora esisteva un mestiere fatto apposta per me!

Ovviamente, la passione da sola non basta. Prima di farmi pagare, ci tenevo a costruirmi una professionalità vera e seria. Per fortuna ero già a Milano, quindi ho iniziato a collezionare corsi di editoria: all’inizio quello dell’agenzia letteraria Herzog, a seguito del quale sono stata segnalata tra i migliori studenti e per questo ho potuto fare uno stage presso l’editore Magenes. Poi tanti altri: quello di Marcos y Marcos (bellissimo, lo consiglio), di Belleville con l’editor della narrativa Rizzoli, e ancora corsi online, corsi brevi di scrittura creativa… Insomma, li trovate sul mio curriculum. Nel frattempo studiavo anche per conto mio; ho comprato manuali di storia dell’editoria e di critica letteraria, mi sono fatta una cultura sulle realtà presenti in Italia e mi sono impegnata per capire, riflettere e divenire in grado di lavorare come editor. Continuo ancora, perché sul serio c’è sempre tanto da scoprire.

Nel corso di questa avventura, ho incontrato tanti professionisti, editori ed editor freelance e non che mi hanno insegnato tantissimo, dando preziosi consigli e condividendo con me le esperienze quotidiane. Ho iniziato a collaborare con diverse case editrici, parallelamente al lavoro con gli autori, e così sono entrata in diverse redazioni (sono sempre disordinatissime), ho conosciuto editori, parlato con autori di tutti i tipi.

Sono stati anni veloci; non mi sembra ancora vero di essere qui oggi, a scrivere sul sito che riguarda la mia attività da editor freelance. Com’è successo? Eppure, eccomi. Ormai sono dotata di partita IVA e persino di un contratto di rappresentanza con un’agenzia letteraria, per due romanzi che ho nel cassetto. E ne sto scrivendo un altro. Quello che ancora deve arrivare non posso svelarvelo, perché non ne so niente; ne parleremo, vedrete, e vi racconterò tutto.

Per ora, questa è la mia storia.