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Le ferite originali

Sara

In Narrativa Posted

Parto da una premessa, che credo riassuma nello stesso tempo il maggior difetto e il maggior pregio che, da lettrice, ho visto in questo romanzo: se non avessi già conosciuto l’autrice, trovando a caso Le ferite originali in libreria lo avrei preso, avrei letto la quarta di copertina e poi l’avrei posato. E avrei fatto male, perché si tratta invece di un libro interessante e unico nel suo genere. Come mai dico questo? Vediamo un po’ se riesco a spiegarvelo.

La prima cosa che colpisce è la copertina; splendida, a dir poco, e dall’aria poetica. Nella quarta ci viene detto che il protagonista è assolutamente straordinario, e che la storia parla, in sostanza, delle sue relazioni sentimentali. 

Siamo a Milano, negli anni di Expo. Dafne ha venticinque anni, studia Medicina, è benestante, graziosa e giudiziosa, e ha un tale bisogno di essere amata da non voler capire che la sua relazione sta andando in pezzi. Davide è uno studente di Ingegneria fisica al Politecnico, vive in periferia, ha la bellezza timida e inconsapevole di chi da bambino è stato grasso e preso in giro dai compagni di scuola. Dante ha quarant’anni, è un affascinante uomo d’affari, ricco e in apparenza senza scrupoli, capace di tenerezza soltanto con la figlia Diletta.
Dafne, Davide e Dante non lo sanno, ma tutti e tre hanno in comune una cosa: stanno con lo stesso ragazzo. Si tratta di Christian: ex modello, bellissimo.

I lettori che, come me, in genere tendono a evitare le storie d’amore, specie se coinvolgono personaggi bellissimi e straordinari e dotati di inevitabili problemi mentali poco credibili, a questo punto tenderanno a metter giù il libro e cercare altro. Penseranno sia una storia dal target ben preciso, più commerciale che letterario, simile a mille altre. Invece, ve l’assicuro, Eleonora C. Caruso ci frega tutti e ci mette di fronte alla fallacia del pregiudizio, con un romanzo che riesce a ribaltare gli stereotipi e coniugare premesse interessanti per un vasto target a uno stile, una voce e un’abilità narrativa di tutto rispetto.

Christian, il personaggio attorno a cui ruotano tutti gli altri, è bipolare. Lo è davvero, non nel modo patinato e falso a cui siamo abituati; la sua malattia ha un fascino perverso, e in questo Eleonora è onestissima evitando facili moralismi, però porta con sé anche problemi dolorosi. Chiunque rimane colpito da Christian e dal suo modo bizzarro di stare al mondo, ma ben presto finisce per scottarsi e si allontana, lasciandolo da solo con la sua mente. Quella capacità di catturare diventa un peso, un pericolo, una necessità che porta conseguenze nefaste ogni volta.

Solo chi ha già una ferita aperta, indipendente dall’esistenza di Christian, può rimanere. E allora Dafne, Davide e Dante sono le vittime perfette: sono già dolenti, e ciò permette a Christian di infilarsi in quelle che, come da titolo, sono le loro ferite originali.

La storia è composta principalmente dai rapporti tra i personaggi e dall’introspezione: Dafne si porta addosso uno straziante e perenne senso di colpa, che la spinge a una dedizione totale e patetica nella convinzione di non essere mai abbastanza; Davide patisce il suo passato da adolescente “sbagliato”; Dante cerca di schermare con il cinismo una delusione profonda nei confronti della sua vita. Ognuno è talmente credibile, talmente umano da dare l’impressione di essere una persona vera, fornita di motivazioni e coerente nei comportamenti.

Il romanzo ha poi al suo interno scene molto forti. Il tutto è esposto non tanto per scandalizzare, quanto per far provare al lettore la stessa atmosfera in cui le vicende hanno luogo. Come capita con Christian, ci sentiamo attratti, affascinati, e al contempo preoccupati e confusi.

Questo è ciò che più mi ha colpito: Eleonora è riuscita ad abbracciare temi cari a un pubblico specifico (il popolo delle fanfiction, i fan del genere yaoi, i lettori alla ricerca di storie d’amore originali e coinvolgenti) e a ribaltarli, a mostrarli in modo crudo, reale e sincero, allargando il target di riferimento fino a raggiungere anche chi, come me, non cerca una trama specifica ma la capacità di andare fino in fondo ai personaggi. Per di più, e questo lo so avendo letto sue opere precedenti, l’autrice non lo ha fatto partendo da un ragionamento strategico, ma perché lei scrive proprio così: in quel modo diretto e onesto che sa farti scoppiare in una risata e poi, dopo qualche pagina, piangere come un vitello.

Insomma, ve lo consiglio. Sia che siate alla ricerca di libri belli, sia che siate appassionati di fanfiction, o ancora se vi interessa capire come si fa a innovare e colpire, Le ferite originali saprà darvi qualcosa. State attenti, nel perdervi tra le parole di Eleonora, perché una volta catturati rimarrete suoi lettori per sempre.