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L’editing secondo me

Sara

In Editing, Lavoro editoriale Posted

(Quelli che seguono sono estratti da commenti e discussioni, che ho scritto su gruppi e pagine varie, in cui descrivo cos’è per me questa strana cosa che si chiama editing.)
(…) Tu, a quell’autore là, glielo devi far capire che non deve mettere ottocento avverbi. Non glieli devi solo togliere, non devi riscrivergli le frasi. A che serve? 
(…) Per prima cosa, si parla del manoscritto. Che storia è? Qual è la trama? Che aspettative ha l’autore? Intende autopubblicare, punta a Mondadori, ha già altre esperienze? Qual è il suo target? In questo modo, verifico il livello di consapevolezza e vedo se sa quel che sta facendo. Dopo, chiedo un estratto. Di solito mandano l’incipit. Partendo da quello, inizio a considerare il livello della scrittura. Fornisco un editing di prova, gratis, delle prime cartelle. Se tutto va bene e la mia impressione è positiva, elenco quel che si può fare. Se mi pare un’opera ancora in una fase troppo acerba e credo che l’autore possa fare di più prima di spendere dei soldi, lo dico molto chiaramente. A volte consiglio di fare un beta-reading, che costa meno, prima di valutare se investire tempo e denaro in un editing vero e proprio.
Se è il caso, ricevo il file completo e inizio una prima revisione: segnalo gli errori e aggiungo note. In realtà, già a questo punto valuto quale potrebbe essere il metodo migliore per quel singolo autore e per quella singola storia: a volte lavoro a pezzettini, altre con il file intero. Dipende e cambia sempre tantissimo. Comunque, alla fine ho un file tutto segnato e pieno di note. Lo invio all’autore. Lui legge, valuta e me lo rimanda. Nel rimandarlo, se è in grado, avrà già corretto quel che ha accettato. Tutti i punti in dubbio, a uno a uno, vengono discussi. Ci mandiamo il file avanti e indietro più volte trovando soluzioni. Poi si va in seconda revisione. A questo punto, con un testo pulito, valuto la trama, i personaggi, il ritmo. Succede che io abbia già evidenziato carenze in questo senso prima, e ora ce ne occupiamo davvero. Se qualcosa va tagliato, si taglia. Se qualcosa va riscritto, si riscrive. Ovviamente, anche qui c’è un vai e vieni del file tra me e l’autore: io evidenzio e segno, lui accetta e scrive, oppure dice di no e si trova un’alternativa insieme. Alla fine della seconda revisione, si va in terza: rileggo più volte per controllare che non mi sia sfuggito qualcosa (e può succedere, ovviamente), l’autore rilegge per dirmi cosa ne pensa e come gli sembra adesso. Se tutto è andato bene, abbiamo finito.
A volte servono ulteriori revisioni. Questo succede se ci sono state importanti riscritture di parti lunghe, se ci sono tagli considerevoli, se un personaggio non c’è più o è stato aggiunto… insomma, se abbiamo fatto modifiche sostanziali. Le altre revisioni funzionano nello stesso modo: vai e vieni di file, da me segnati e annotati, dall’autore rivisti con interventi.
Di solito, dopo, aiuto l’autore a scrivere i paratesti (sinossi, bio, eventuale lettera di presentazione), suggerisco case editrici se servono e invito a contattarmi in caso ricevano proposte, per leggere insieme i contratti prima di firmare. Questo è come lavoro io.