La poesia come movimento

Non posso farci nulla: quando mi imbatto in progetti creativi e coraggiosi, mi innamoro. Ed è successo anche con il MEP, il Movimento per l’Emancipazione della Poesia, che tra polemiche e ammirazione decora i muri cittadini con parole da leggere e osservare.

Avevo già visto alcune delle loro poesie, attaccate ai muri di Milano. Sul momento non ci avevo fatto troppo caso; di strana gente è pieno il mondo. Poi, però, mi sono fermata a guardare meglio. Sono andata sul sito, per capire, e ho finito per passare un sacco di tempo a sfogliare la galleria su Facebook. Ci sono decine e decine di fotografie, con quel fascino urbano un po’ decadente, e tanta poesia. Da leggere gratis, quando volete, sui muri ma anche sul vostro schermo.

Si dice in giro che tutti vogliono essere poeti, ma nessuno legge la poesia. Forse è vero, forse no. Di sicuro, questo movimento sta provando a farla entrare nella vita cittadina, quasi forzandoci a leggerne. A me, il risultato non dispiace affatto. Tra i versi di poeti anonimi, perché le poesie non sono mai firmate, ho trovato componimenti notevoli. Se vorreste essere dei poeti, partite da qui: leggete. Se invece vorreste soltanto ritrovare la passione per i versi liberi, provate a dare un’occhiata: rischiate di aver davvero voglia, alla fine, di andare in libreria a comprare una silloge per averne ancora.

Non credete, comunque, di poter scrivere al MEP per chiedere di venire valutati, pubblicati o recensiti. Si tratta di un progetto libero, aperto ai militanti che intendono contribuire ma senza alcuno scopo di lucro. Non vi affrettate a raggiungerli sperando di ottenere gloria e fama. Qui si parla del valore della poesia, senza celebrazioni degli autori. La trovo un’idea splendida, interessante, di valore. Volevo farvela conoscere.

Ora andate sul loro sito e iniziate a leggere.

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