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Come essere certi di farsi fregare da un “editore”

Sara

In Editoria Posted

– Verificate che l’editore abbia espresso la sua creatività nella redazione del contratto. Per esempio, l’uso del Comic Sans è di certo un segnale da tenere in considerazione.

– Il rapporto tra autore e casa editrice è fondamentale. Per questo, sentitevi lusingati se l’editore specifica che gli state cedendo i diritti “per sempre”. Vuol dire che gli piacete.

– Anche voi dovete avere fiducia nel vostro editore. Dunque, non sottolineate la mancanza di inutili cavilli burocratici come scadenze, penali, dettagli sulla risoluzione… Insomma, non siete felici di pubblicare? E state zitti, perdinci.

– Come tutti sanno, l’editoria è in crisi. I soldi mancano. Non ci sono più le mezze stagioni, c’è disoccupazione, i treni una volta arrivavano in orario ma ora no, quindi siate preparati a partecipare alle spese. Certo, l’investimento maggiore lo farà l’editore, perché ci crede ed è già tanto se paga la bolletta della luce per inviarvi una mail, cosa credete. Voi dovrete soltanto comprare cento copie, che tra l’altro, di questi tempi e in inverno, fanno pure comodo se avete un camino.

– Se nelle mail e nel contratto trovate centoquarantasette refusi, non fatevi turbare dalle apparenze. L’editore, in realtà, aveva troppa fretta di farvi suoi e solo per questo si è un po’ distratto.

– Se il manoscritto viene letto in due giorni e ampiamente lodato, con tanto di scheda dove non si scende nei particolari, è perché l’editore non vedeva l’ora di iniziare a lavorare con voi. Ma certo che l’ha letto, in fondo è disposto a investirci. Del tempo. No, perché i soldi dovete metterli voi. Che c’è, non l’avete ancora capito che l’editoria è in crisi?

– Se non viene fatto un editing, è perché siete bravissimi.

– Se viene fatto un editing in un giorno, cioè se l’editore corregge quel paio di refusi che nonostante la vostra immensa bravura erano scappati, è perché siete bravissimi.

– Se l’editore vi dice che i suoi libri sono distribuiti anche su Marte, fidatevi. Vendono milioni di copie, anzi, che dico, miliardi. Trilioni. L’ultimo libro ha venduto copie infinite, nessuno è riuscito a capire come. Solo che, certo, serve un investimento anche da parte vostra. No, perché in caso non l’abbiate capito l’editoria è in crisi.

– Quando l’editore risponde alla vostra mail dopo un giorno, con un lungo discorso sull’editoria in crisi, è perché vuole aiutarvi e rendervi saggi. Sicuro, dopo vi chiede dei soldi, ma è per il vostro bene.

– Fatevi sedurre da chi vi promette duecento presentazioni al secondo. Le organizzerà di certo e troverà anche chi portarci. Sì sì. Cioè, poi se non si presenta nessuno e vi buttano fuori a calci dalla libreria di vostro cugino non è mica colpa dell’editore: è che l’editoria è in crisi.

E il committente si mostrò qual era:
io lì ansante, livida, in sussulto;
il conto sgombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
la speranza apparì sparì d’un tratto;
come un contratto che, strano, contraffatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

(Nota bene: questo post è IRONICO. Se ti offendi, forse qualcosa non va. Se sei un editore e lavori bene, fatti una risata.)