Post Single Page

Come far diventare scemo un editor

Sara

In Editing, Lavoro editoriale Posted

– A ogni correzione, rispondi: “Ma Camilleri lo fa”. Anche sulle cose che Camilleri non ha mai fatto;
– In alternativa, rispondi: “Ma è voluto”. Oppure: “Ma è successo davvero”. In ogni caso, non permettergli mai di spiegare per quale motivo ti sta segnalando un problema. Non sei mica un cretino, è palese che non ti capisce;
– Invia trecentosedici messaggi su Facebook alle due di notte, disperato e in lacrime. Se l’editor non risponde immediatamente, scrivigli una mail piena di indignazione perché non ti sta abbastanza vicino nei momenti difficili;
– Alla fine del lavoro, chiedigli: “Quindi ora chiami tu gli editori?”;
– Decidi all’improvviso che dovrai pubblicare domani, a tutti i costi, quindi chiedi all’editor di terminare il lavoro in un paio d’ore. Anche se avete iniziato ieri;
– Quando ti viene spiegato che le norme redazionali variano in base alle scelte degli editori, decidi che allora tu userai un cuoricino a posto delle virgolette. Perché non si può imprigionare la creatività nella gabbia fredda delle regole, che diamine;
– Lamentati dicendo che il tuo testo è sacro e vuoi lasciare tutto com’è, poi cambia idea e decidi che deve essere l’editor a riscriverlo da zero;
– Se l’editor si fa pagare poco, metti in giro la voce che non è professionale. Se si fa pagare molto, metti in giro la voce che è esagerato e quindi non è un professionista serio. Se si fa pagare una cifra media, metti in giro la voce che non sa decidersi sui suoi prezzi e questo mostra poca professionalità;
– Usa l’argomentazione della lingua che è fluida e che si deve adattare alle persone e non il contrario per inserire nel tuo romanzo una serie di gravi errori grammaticali. Poi, quando esce, vai a lagnarti con l’editor perché tutti ti stanno prendendo in giro e non te lo aspettavi;
– Pretendi di usare come personaggi tua suocera, la vicina di casa e la suocera dell’editor. Tanto non stai dicendo nulla di male e lui è sempre così preoccupato di tutto, ma chi vuoi che ti denunci, suvvia;
– Invia all’editor sedici manoscritti al minuto: uno di tuo zio, un altro del macellaio che è tanto caro, un altro della cognata del vicino di tuo fratello, chiedendo un parere approfondito quanto gratuito. E magari veloce, che qua non abbiamo tempo da perdere;
– Dopo due giorni contatta di nuovo l’editor chiedendo come mai non ha ancora letto, evitando di celare il rancore che giustamente stai provando nei suoi confronti per l’inaudita lentezza;
– Contatta l’editor per chiedergli delle informazioni (su come diventare editor, su come lavorare in editoria, sulle fiere del libro, sugli editori, sul senso della vita) senza nemmeno salutare, continuando a fare domande per sei ore inserendo svariate emoticon per ravvivare la conversazione se lui è lento e pretendendo che abbia una soluzione (gratis) a ogni tuo problema. Quando lui risponde gentilmente, chiudi la conversazione senza ringraziare. In fondo, tutto ti è dovuto e il suo lavoro è quello, no?