Come spingere un editore a non leggerti

– Usa il font più strano che riesci a trovare, perché il tuo romanzo è così bello che il lettore lo leggerà anche se dovrà decifrare ogni singola parola;
– Invia un pdf già impaginato, con tanto di dedica e ringraziamenti a mamma e papà, perché tanto lo pubblicano di sicuro e chi ha tempo non aspetti tempo, così è già pronto;
– Nel pdf inserisci, ovviamente, la copertina che hai creato su paint usando una fotografia scattata con il cellulare, o una foto di un attore famoso, o un disegno di tuo nipote che è tanto carino;
– Allega anche il tuo curriculum in formato europeo, con le esperienze professionali più disparate, che poco c’entrano con la tua storia ma che, boh, forse potrebbero essere interessanti;
– Nella lettera di presentazione scrivi che il tuo romanzo è “sorprendente, originale, bellissimo” e includi il parere della prozia Beppa, coltissima e insegnante di italiano alle medie, che l’ha trovato proprio niente male;
– Non dimenticare, ovviamente, di includere anche un elenco lungo dodici pagine di tutti i premi che hai vinto in vita tua, pure quelli del catechismo, quelli a pagamento, quelli del quartiere e quelli che organizzavate nel tuo gruppo di amici il sabato sera;
– Per non sembrare una persona che spreca minuti preziosi, manda in copia ai duecentosettantasei editori che hai minuziosamente selezionato. Non preoccuparti troppo di modificare nomi e intestazioni, tanto male che vada capiranno e rimarranno folgorati dalla tua simpatia;
– Inizia la presentazione con una brillante riflessione su quanto il mondo editoriale di oggi sia marcio e corrotto, cioè, ti fa proprio schifo schifo e ci tieni a dirlo, puah, vengono pubblicati solo i raccomandati, che vergogna;
– Non impegnarti troppo nella redazione di una sinossi. In fondo hai scritto il romanzo in una notte e sei così sincero da ammetterlo, quindi dovranno apprezzarti;
– Dimentica di allegare il manoscritto.

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